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Persone, lavoro e alchimia. Una serata che non si dimentica
Ci sono serate in cui esci e sai già che ci penserai ancora. Non per quello che hai mangiato, né per il posto, ma per quello che hai sentito. E il 3 marzo è stata una di quelle. Horton International Italy ha accolto al Ristorante Olmo un gruppo di CHRO e HR Manager attorno a un tavolo – e a un’idea. Piero Silvaggio, Presidente e Managing Partner di Horton International Italy, ha voluto Davide Oldani al suo fianco.
Lo Chef e la moglie Evelina Rolandi portano avanti un progetto speciale e sono due persone di cuore, generose nel senso più raro del termine: generose di pensiero, non solo di tempo.
Il tema della serata era apparentemente semplice: persone, lavoro, alchimia. In realtà era una conversazione su qualcosa di molto più difficile da costruire – e da mantenere.
Horton International: executive search con un’anima diversa
Piero Silvaggio ha una parola che usa spesso: audaci. E non la usa per darsi un tono. La usa perché descrive un approccio reale: fare executive search in modo diverso da come il mercato lo immagina di solito. Horton International non lavora sull’assessment fine a sé stesso. Lavora sul rapporto diretto e umano tra chi cerca e chi viene cercato. L’approccio si avvicina più al coaching che alla valutazione classica – e questo cambia tutto, a partire dalla qualità delle persone che riesce ad attrarre e a portare ai propri clienti.
Il valore aggiunto non sta nel processo. Sta nel rapporto
La dimensione internazionale di Horton – con una project division che opera su scala globale – non serve a fare numeri. Serve a portare una prospettiva più ampia in ogni mandato, anche quando il contesto è locale. E la selezione, in questo modello, diventa un processo unico perché tratta ogni persona in modo unico.
Davide Oldani: il tavolo irregolare e la filosofia del dipendere
Davide Oldani non ha bisogno di presentazioni. E con questo evento abbiamo incontrato una versione di lui che va oltre lo chef stellato, oltre il D’O, oltre i premi. Abbiamo conosciuto un uomo che ha costruito una filosofia di lavoro coerente dall’inizio alla fine – e che la racconta senza retorica.
Il tavolo irregolare dell’Olmo non è un capriccio di design. È una scelta precisa: vuole che le persone si guardino negli occhi, che si vedano davvero. Piccolo dettaglio architettonico, grande dichiarazione di intenti.
Non sono i miei ragazzi a dipendere da me. Dipendo io da loro
Questa frase, detta con la semplicità di chi la pensa davvero, vale più di qualsiasi corso di leadership. Oldani parla dei suoi ragazzi come di persone con cui costruisce qualcosa – non come risorse da gestire. Il turnover al D’O è sempre volontario. Non perché il posto sia perfetto, ma perché il progetto è abbastanza vero da far scegliere liberamente. Il padre gli ha insegnato a trattare bene le persone. E lui ha preso questa lezione e ne ha fatto un modello di business. Non una politica HR. Un modo di stare al mondo.
I giovani, la scuola, il sabato mattina
Una delle cose che ci hanno colpito di più: i ragazzi che vogliono entrare al D’O vengono invitati il sabato mattina a pranzo. Si mangia insieme, si parla di libri, si conoscono le persone. Poi si decide – loro e lui – se ha senso continuare. Non si tappano i buchi. Si sceglie chi ha voglia di imparare, di leggere, di vedere il mondo. Chi ha una visione, anche piccola, anche imperfetta. Chi mette qualcosa di sé in ciò che fa.
E il fornitore – l’artigiano, il produttore – viene pagato sempre, e prima degli altri. Perché il rispetto della filiera non è etica da comunicato stampa. È il modo in cui funziona un sistema sano.
Alchimia: parlarsi, davvero
Alla fine, la parola della serata era una sola: alchimia. E la definizione che Oldani ne ha data è la più onesta che abbiamo sentito da tempo.
Alchimia è parlarsi e dialogare
Non magia. Non chimica inspiegabile. Dialogo. La capacità di stare in una stanza con qualcuno e di costruire insieme qualcosa che non esisteva prima. Questo vale in cucina, vale nell’executive search, vale nella comunicazione. Piero Silvaggio lo sa bene. E stasera ha creato esattamente questo: una serata in cui persone diverse, con storie diverse, si sono sedute attorno a un tavolo irregolare e hanno parlato di ciò che conta davvero.
Grazie a Horton International Italy, a Piero Silvaggio, allo Chef Davide Oldani e a Evelina Rolandi per una serata che ha dato molto a tutti. Grazie a tutto il team di agenzia per il lavoro dietro le quinte: Veronica Sculati e Andrea Barettoni.
MiRò Comunicazione ha studiato e coordinato il concept dell’evento e la realizzazione dei materiali di comunicazione.