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MORE Excellence World Conference 2026: l’Italia al centro del PR internazionale

MORE Excellence World Conference 2026: l’Italia al centro del PR internazionale

Modena e Sassuolo, 12–14 marzo 2026. Per la prima volta in Italia, la conferenza mondiale del network MORE Agencies. Tre giorni di lavoro, agenzie da ogni parte del mondo, un unico tema: dove sta andando la comunicazione e chi vuole davvero guidarla.

Un evento che lascia il segno

Questa settimana Modena e Sassuolo sono diventate il centro di gravità delle pubbliche relazioni internazionali. Non per decreto, ma perché abbiamo lavorato per costruirlo. La conferenza annuale del network MORE Agencies è arrivata in Italia per la prima volta: MiRò Comunicazione e Exprimo ne sono state co-organizzatrici. Trentacinque agenzie da tutto il mondo, quattro giorni, un programma costruito senza lasciare spazio all’ovvio.

Cos’è MORE Agencies 

MORE Agencies è un network internazionale di agenzie specializzate in PR, Public Affairs e Marketing. Il modello è semplice: agenzie indipendenti, radicate nei propri mercati locali, che scelgono di lavorare come un’unica realtà coesa quando il progetto lo richiede. Non una multinazionale con filiali, ma qualcosa di più interessante: partner che conoscono il loro territorio.

Oggi il network conta 31 agenzie in 35 paesi, oltre 600 professionisti e più di 700 clienti attivi.

Ospitare la conferenza mondiale in Italia è un riconoscimento che non prendiamo alla leggera. È la conferma che il lavoro costruito in quindici anni ha peso, anche fuori dai confini italiani.

Il programma: tre giorni che non lasciano spazio al riempitivo

Giovedì 12 marzo, la cena di benvenuto al Cinema Cavour, uno degli spazi più belli nel cuore di Modena, ha aperto ufficialmente i lavori. Venerdì 13 è stata la giornata più densa: presentazioni delle agenzie, sessioni di visione strategica, e nel pomeriggio le conversazioni con ospiti che vengono da mondi molto diversi tra loro, tra i quali: Ducati, Philip Morris, Cision, l’Università di Pavia, Poonki, Furious Squad.

Sabato 14 la scena si è spostata negli uffici di Exprimo a Sassuolo. La mattina è stata dedicata alla generazione di nuovo business attraverso il network; il pomeriggio è stato dedicato al Design Thinking Workshop: uno degli strumenti più efficaci per smontare i problemi e ricostruirli in modo che le soluzioni possano emergere davvero.

Gli speaker: qualità senza compromessi

Una conferenza vale quanto le persone che la popolano. La tavola rotonda che ha aperto i lavori, moderata da Barbara Bontempi, è stata tra le sessioni più dense. Con Germana Barba, Public Affairs Advisor di lungo corso, e Veronica Biava, responsabile della comunicazione prodotto globale per Ducati Motor Holding, il palco era tutto al femminile.

Paolo Borghi, sociologo del lavoro all’Università di Pavia, ha alzato lo sguardo sul contesto con dati che fanno riflettere: 34 utenti su 36 nel suo studio citano ChatGPT come strumento principale per la produzione di contenuti. Non è adozione dell’AI. È dipendenza da un unico strumento. La domanda vera che ha messo sul tavolo è se le agenzie stiano usando l’AI per liberare tempo al pensiero strategico, o solo per produrre più dell’identico, più velocemente.

Sul fronte tecnologico, Salvo Lisi di Poonki e Martina Cuman di Furious Squad hanno portato avanti il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla comunicazione: strumenti reali, workflow reali, impatto reale sul lavoro quotidiano. Sara Rodrigues e Susanna Contu di Cision hanno chiuso il cerchio sulla misurazione.

Perché l’Emilia-Romagna è il posto giusto

Portare qui professionisti della comunicazione da ogni parte del mondo è una lezione vivente su cosa significa costruire reputazione nel tempo. “Leave behind everything you think you know about Italy” è stato l’incipit dell’intervento di apertura. 

Non è solo una questione geografica. L’Emilia-Romagna è una delle regioni più interessanti del mondo per chi si occupa di comunicazione industriale e di brand. Ferrari, Ducati, Maserati, Lamborghini, Pagani, Dallara: la Motor Valley non è uno slogan, è un ecosistema produttivo che ha costruito la propria narrativa globale senza mai smettere di fare cose straordinarie. Sassuolo, poi, è la capitale mondiale della ceramica: un distretto che ha imparato da decenni come si comunica l’eccellenza manifatturiera.

Le persone. Il tessuto.

Un network non è una lista di contatti. È un tessuto. E i tessuti si tengono insieme solo se ci metti le mani ogni tanto.

Restano le persone: Paula Carvalho dal Portogallo, Natália Melo dal Brasile, nuovo ingresso nel network, con un’energia e una prospettiva che allargano il perimetro di tutto. Eduardo Castro Uprimny dall’Ecuador, Hector Figari Costa dal Perù, Fida Amran da Singapore, Eva Torra dalla Finlandia. Agenzie da ogni angolo del mondo che si siedono allo stesso tavolo non per condividere slide, ma per costruire qualcosa di reale.

E poi rimane la filosofia che Pablo Binkowski, founder del network, ha sintetizzato in modo che non lascia spazio all’ambiguità: less talk, more action. Less noise, more intent. Less distraction, more excellence. 

Cosa rimane, dopo

Esiste una domanda che ci poniamo ogni volta che organizziamo o partecipiamo a un evento professionale: cosa resta? Non i selfie, non i badge, non le slide.

Quello che resta è ciò che si è spostato nel modo in cui lavoriamo, pensiamo, collaboriamo. La MORE Excellence World Conference 2026 è stata anche una verifica pubblica di un modo di intendere le PR: non come servizio di supporto, ma come funzione strategica che genera valore misurabile per le organizzazioni. È quello che insegniamo, è quello che facciamo, è quello su cui abbiamo costruito quindici anni di storia di MiRò.