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Quindici anni di MiRò: cosa si impara insieme
C’è una telefonata, all’inizio di tutto. Non una riunione. Non un business plan. Non una slide con la mission statement scritta in corsivo. Una telefonata, arrivata un giorno qualunque, in cui ho detto a Michele Losito che avevamo un’agenzia. Non gliel’ho chiesto. Gliel’ho detto. Lui, con la pazienza che lo contraddistingue – e che io non ho mai avuto – ha detto sì. Quindici anni dopo, MiRò Comunicazione esiste ancora. E se vi dicessi che la ragione principale è proprio quella pazienza, probabilmente non starei esagerando.
Due caratteri, un’agenzia
Michele è riflessivo. Io agisco mentre sto ancora analizzando. Lui raccoglie i pezzi. Io ne creo di nuovi, nel frattempo. In un’agenzia di comunicazione, questa combinazione potrebbe essere esplosiva nel senso sbagliato. Invece – e ci abbiamo messo anni a capire perché – è diventata una struttura portante. La tensione tra chi frena e chi accelera non produce immobilismo: produce calibrazione. Non lo dico per nostalgia o per celebrare l’anniversario con le frasi ad effetto, ma perché è la cosa più utile che posso trasmettere a chiunque stia pensando di avviare qualcosa con un’altra persona: cercate qualcuno che non funzioni come voi. Complementare, non uguale. E poi imparate a dirvi le cose in faccia, il prima possibile.
Il mercato, allora e adesso
Quando abbiamo aperto, il mondo della comunicazione stava attraversando la sua prima grande transizione digitale. I social network erano una promessa ancora da decifrare, la creator economy non aveva ancora un nome, e la maggior parte delle agenzie stava ancora discutendo se i comunicati stampa dovessero essere mandati via fax o via email. Essere diversi non era il nostro obiettivo. Volevamo essere coerenti. Umanità e umanesimo al centro – non come slogan, bensì come metodo di lavoro. Quindici anni dopo, quella scelta ci sembra ancora più giusta. Il mercato è cambiato almeno tre volte, e ogni volta la tecnologia ha reso più evidente il bisogno di chi sa stare nell’incertezza senza cercare la risposta più probabile. L’AI ottimizza. Noi interpretiamo. E finché questa differenza avrà valore – e avrà sempre valore – il lavoro delle agenzie boutique che sanno fare entrambe le cose rimarrà insostituibile.
“Etica” non è una parola per i bilanci di sostenibilità
Ci siamo certificati per la parità di genere con UNI/PdR 125:2022. Non per il posizionamento esterno. Per una domanda molto più scomoda che ci siamo fatti internamente: siamo davvero coerenti con quello in cui diciamo di credere? La risposta onesta era: in parte sì, ma potremmo fare meglio. Chi separa i valori dalla visione di business, dal nostro punto di vista, difficilmente può proporsi in modo credibile. È coerenza professionale, senza moralismo. E i clienti lo percepiscono.
Il problema della misurazione (quello che nessuno vuole affrontare)
Uno degli obiettivi dei prossimi anni – per MiRò, ma soprattutto per il settore – è costruire un modo più maturo di misurare il valore della comunicazione strategica. Non click. Non reach. Non AVE. Il valore della comunicazione si misura in decisioni cambiate, percezioni modificate, relazioni costruite nel tempo. È un cambio culturale. Ci vorrà tempo. Ma qualcuno deve cominciare – e, preferibilmente, qualcuno che abbia passato quindici anni a osservare cosa succede quando la comunicazione funziona davvero e cosa rimane quando smette di farlo.
Cosa cercare in un partner di comunicazione (e cosa temere)
Se dovessi sintetizzare in poche righe quello che quindici anni di lavoro reale ci hanno insegnato su cosa distingue un buon partner da un fornitore, direi questo: Cercate qualcuno che vi faccia domande scomode prima di proporvi soluzioni. Se il primo incontro è un deck di casi studio e un preventivo, state parlando con un fornitore. Non c’è niente di sbagliato, ma è una scelta diversa. Diffidate di chi promette risultati garantiti, accetta qualsiasi budget senza negoziare il perimetro, e non vi dice mai che avete torto. Un buon partner di comunicazione, a volte, è il primo a dirvi che il problema non è come state comunicando. È cosa state comunicando – o peggio, cosa state facendo rispetto a quello che dite.
Quindici anni dopo: un punto di partenza
MiRò festeggia i suoi primi quindici anni guardando avanti, ai prossimi quindici. Li festeggia in un momento in cui abbiamo scelto consapevolmente di rilanciarci – su ogni fronte. La dimensione boutique non ha a che fare con la nostalgia. È una posizione strategica deliberata: la qualità della relazione e della consulenza si preserva meglio così. E quella telefonata di quindici anni fa? È ancora il nostro modello di lavoro. Decidere prima, calibrare dopo. Con qualcuno accanto che raccoglie i pezzi quando serve – e che sa quando frenare.
MiRò Comunicazione è un’agenzia di PR e comunicazione strategica fondata nel 2010 da Rossella Rosciano e Michele Losito. Certificata UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere, fa parte del network internazionale MORE Agencies.