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La Settimana Enigmistica, un fenomeno editoriale che attraversa quasi un secolo
È il 23 gennaio 1932, nelle edicole italiane compare un nuovo settimanale destinato a diventare leggenda: La Settimana Enigmistica. Oltre novant’anni dopo, è ancora lì, puntuale come un orologio svizzero, fedele al suo formato originale e amata da generazioni di italiani.
Dietro questo straordinario successo c’è la visione di Giorgio Sisini, ingegnere e conte di Sant’Andrea originario di Sorso, in provincia di Sassari. Sisini lascia l’azienda di macchine agricole di famiglia per inseguire un’idea che gli viene durante un viaggio in Austria insieme alla moglie Idell Breitenfeld: trasformare il periodico Das Rätsel (L’Enigma) in un settimanale di enigmistica tutto italiano.
Si trasferisce a Milano e dà vita alla sua idea. Il primo numero esce con 16 pagine in bianco e nero al costo di 50 centesimi di lira. La copertina? Un cruciverba disegnato dallo stesso Sisini sotto lo pseudonimo “Santo della Domenica”, che ritrae l’attrice messicana Lupe Vélez attraverso le caselle nere.
Un successo a prova di guerra
La Settimana Enigmistica ha pubblicato oltre 4.500 numeri con solo due interruzioni nella sua lunga storia: i numeri 607 e 694, nel 1943 e 1945, a causa della Seconda Guerra Mondiale. Ma anche in quell’occasione, la rivista si scusò con i lettori per il ritardo. Da allora, mai più un’interruzione.
Oggi siamo arrivati oltre il numero 4.700, e la numerazione è progressiva dal 1932: un dettaglio che testimonia la continuità e la coerenza di questo prodotto editoriale.
Le caratteristiche che la rendono unica
Cosa rende La Settimana Enigmistica un caso così particolare nel panorama editoriale italiano?
- Zero pubblicità (o quasi)
A differenza della maggior parte delle riviste, La Settimana Enigmistica vive quasi esclusivamente delle vendite in edicola, senza dipendere dagli inserzionisti. - Formato immutabile
Il layout, la grafica, la struttura sono rimasti pressoché invariati dal 1932. In un’epoca di continue rivoluzioni grafiche e di format, questa fedeltà al passato è diventata il suo punto di forza. - Rubriche cult
Chi non conosce “Strano ma vero”, “Forse non tutti sanno che…” o “Aguzzate la vista”? Queste sezioni sono diventate parte dell’immaginario collettivo italiano. - Ha inventato il termine “Parole Crociate”
Sì, è un marchio registrato della Settimana Enigmistica. Proprio per questo molti concorrenti usano la dicitura “parole incrociate” - Oltre 100 giochi per numero
Ogni uscita contiene oltre un centinaio di giochi numerati progressivamente, per soddisfare gli appassionati di ogni livello.
Un caso studio di branding e longevità
In un mondo editoriale che corre veloce, che cambia formato ogni stagione, che insegue trend e innovazioni, La Settimana Enigmistica ha fatto l’esatto contrario: è rimasta fedele a se stessa.
Non ha inseguito il digitale in modo aggressivo, non ha stravolto il suo look, non ha ceduto alle sirene del cambiamento a tutti i costi. E proprio questa coerenza è diventata il suo valore aggiunto.
Per chi si occupa di comunicazione e branding, La Settimana Enigmistica rappresenta un esempio straordinario di identità forte e riconoscibile. Un prodotto che attraversa quasi un secolo mantenendo intatta la propria essenza è, di fatto, un caso studio di successo.
Il rifugio dove il tempo rallenta
C’è qualcosa di rassicurante in quel formato, in quelle pagine che profumano di carta, in quegli schemi di cruciverba che sembrano sempre uguali ma non lo sono mai. La Settimana Enigmistica è quel rifugio dove il tempo rallenta, dove la mente si allena giocando, dove la tradizione non è nostalgia ma valore.
È il settimanale che troviamo dal parrucchiere, in sala d’attesa, in vacanza. Che i nonni regalano ai nipoti, che gli adulti comprano per sé. Che unisce generazioni diverse attorno a una passione comune: il piacere di risolvere enigmi.
Curiosità
Sapevate che le foto in copertina seguono una rotazione in senso orario negli angoli del cruciverba? O che ogni numero è datato con il giorno esatto di uscita, mantenendo una precisione quasi maniacale?
Sono questi piccoli dettagli, questa cura quasi artigianale, che fanno de La Settimana Enigmistica un oggetto di culto più che una semplice rivista.
Una riflessione finale
In un’epoca dominata dall’effimero, dal veloce, dal “tutto e subito”, La Settimana Enigmistica ci ricorda che esiste ancora spazio per la lentezza, per la profondità, per la fedeltà a un’idea.
E forse è proprio questo il suo segreto: mentre il mondo cambia, lei resta. E proprio per questo continua a essere amata.