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Governare l’AI prima che sia l’AI a governare noi: MiRò a ExpoAid 2026

ExpoAid 2026

Il 26 giugno, sul palco della Sala Bastioni del Palacongressi di Rimini, si è discusso di una tematica riguardante la comunicazione che non possiamo più rimandare: chi decide come raccontiamo l’intelligenza artificiale, decide anche come la governiamo.

È il tema al centro dell’intervento di Rossella Rosciano, CEO di MiRò Comunicazione, alla tavola rotonda organizzata dai Lions del Multidistretto 108 nell’ambito di ExpoAid 2026, moderata da Rossella Vitali, Presidente del Consiglio dei Governatori MD108. Accanto a lei, Andrea Cornelli, Flavio Ceravolo e Massimo Banzi, a comporre un confronto tra mondo accademico, professionale e civico su un tema che riguarda tutti, prima ancora di riguardare la tecnologia: il potere

Il punto di partenza è scomodo

L’intelligenza artificiale non aspetta che le istituzioni siano pronte. Sta già ridisegnando accesso, potere e responsabilità, spesso senza che la società civile abbia voce in capitolo. Ed è da qui che parte la riflessione di Rossella, elaborata a partire da una cornice teorica precisa: la stakeholder theory di Edward Freeman.

Un soggetto è uno stakeholder quando ha un interesse riconoscibile, un potere di influenzare le decisioni e una legittimità riconosciuta dal sistema. Oggi l’AI soddisfa tutti e tre questi criteri: ha interessi propri nell’ottimizzazione dei suoi obiettivi, un potere concreto su decisioni economiche e relazionali, e una legittimità crescente, implicitamente sancita anche dall’AI Act europeo. La conseguenza è netta: se l’AI è uno stakeholder, va gestita come un attore, non più maneggiata come un semplice strumento.

Tre narrative da rimettere in discussione

Al centro dell’intervento, tre modi in cui il racconto pubblico dell’AI sta già esercitando una forma di governance, senza mandato democratico né accountability.

La prima è la narrativa del rischio selettivo: i media amplificano ciò che è visibile e drammatico come i deep fake e l’automazione del lavoro manuale, ma lasciano in ombra i rischi sistemici, come i bias algoritmici che oggi influenzano l’accesso al credito, alla sanità, alla giustizia.

La seconda è la narrativa dell’opportunità appropriata: il racconto dell’AI come strumento democratico e inclusivo viene prodotto quasi esclusivamente da chi l’AI la sviluppa e la vende. Manca, quasi del tutto, un contrappeso costruito su evidenza indipendente.

La terza, forse la più rilevante, è la narrativa della responsabilità assente: quando l’AI sbaglia, la responsabilità si dissolve sistematicamente tra algoritmo, dato di training, modello base, utente finale. Un vuoto di accountability che non è un incidente, ma il risultato di scelte narrative precise.

Il ruolo che spetta alla società civile

La proposta che emerge dalla tavola rotonda non è di tipo consultivo. Non si tratta di “partecipare al dibattito sull’AI” — una formulazione che, secondo Rossella, è già una trappola narrativa, perché presuppone un tavolo apparecchiato da altri. Si tratta di esercitare presidio: monitorare le narrative dominanti, mappare i casi di danno non attribuito, costruire strumenti di alfabetizzazione sull’AI per cittadini e amministratori locali. Iniziative come l’Osservatorio Permanente promosso dai Lions MD108 vanno esattamente in questa direzione.

Perché riguarda anche chi lavora in comunicazione

Per chi fa comunicazione, la domanda utile non è “come uso l’AI nel mio lavoro”, ma che ruolo ha la professione nel rendere l’AI comprensibile, accessibile e governabile anche da chi non la programma. È una responsabilità che MiRò sceglie di portare avanti anche fuori dai propri progetti diretti, partecipando al dibattito pubblico su temi che definiranno il perimetro della comunicazione nei prossimi anni.

La finestra per incidere su come l’AI verrà governata è ancora aperta. Ma, come ha ricordato Rossella Rosciano alla fine del suo intervento, si sta chiudendo: ogni giorno senza una narrativa civile autorevole e indipendente è un giorno in cui la governance dell’AI viene esercitata per default da chi non ne ha il mandato.