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Arte e scienza si incontrano in Triennale. E ci lasciano qualcosa da cui imparare.
Il 23 maggio scorso, nello spazio Gioco di Triennale Milano, coppie adulto-bambino hanno intrecciato nastri colorati per capire cos’è l’acqua.
Un laboratorio artistico per spiegare l’idratazione ai bambini. Un incontro scientifico interattivo per i genitori, in parallelo, nella stessa stanza.
Il progetto i colori raccontano storie® per Nutrire la Biodiversità è arrivato in Triennale Milano il 23 maggio con un’ambizione precisa: colmare il divario tra quello che la scienza sa sull’idratazione e quello che le famiglie effettivamente fanno. L’ideazione del progetto è di Cristina Ciusa con il Laboratorio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Università di Pavia, nell’ambito del National Biodiversity Future Center (NBFC), con il contributo scientifico di ANSISA.
Il problema che la brochure non risolve
La Prof.ssa Hellas Cena, responsabile del Laboratorio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Università di Pavia e presidente ANSISA, ha messo la questione in termini precisi: tra l’evidenza scientifica sull’idratazione e i comportamenti quotidiani delle famiglie esiste un divario ampio. I dati ci sono. Le raccomandazioni pure. Eppure i bambini arrivano a scuola disidratati, con effetti diretti su concentrazione, memoria e benessere psicofisico. Spesso né loro né i genitori ne riconoscono la causa.
Questo è il tipo di problema che la comunicazione istituzionale tradizionale fatica a risolvere. Le campagne informative producono consapevolezza dichiarata, raramente cambiamento di comportamento. Il formato scelto per il 23 maggio è andato in un’altra direzione: portare il messaggio dentro un’esperienza, costruirlo con le mani.
I bambini hanno realizzato una tela collettiva di nastri e fili, ispirati da un’opera di Maria Lai e dalle suggestioni dei ricercatori. Un racconto visivo di cos’è l’acqua per il pianeta e del suo legame con la biodiversità. I tessuti arrivavano dalle collezioni donate da Tessitura Galbiati di Villa Guardia, con fibre organiche e riciclate. Gli adulti, nello stesso tempo, rispondevano a domande concrete con i ricercatori di Pavia e ANSISA: quanta acqua serve davvero nelle diverse fasi della vita? Quali segnali indicano una scarsa idratazione nei bambini? Come cambiano i fabbisogni con il caldo?
Due percorsi paralleli, stesso messaggio. Un format progettato per creare un effetto moltiplicatore dentro la famiglia, non fuori da essa.
Cosa resta
La biodiversità, nel 2026, non riguarda solo la varietà degli alimenti. Riguarda il modo in cui sistemi ambientali, urbani e alimentari interagiscono con la salute delle persone. In questo scenario, l’acqua è diventata il filo conduttore che collega ambiente, alimentazione, salute e scelte quotidiane.
È una visione sistemica. Ed è esattamente il tipo di narrazione che la comunicazione più avanzata sta imparando a costruire: per ecosistema di significati, non per singolo prodotto o singola causa.
MiRò Comunicazione ha curato le relazioni stampa e la creazione di contenuti del progetto i colori raccontano storie® per Nutrire la Biodiversità.